Mattarella commemora l'11 settembre: «Una macchia nella storia recente dell'umanità»

Nel venticinquesimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre 2001, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime il cordoglio dell'Italia per le vittime e invita la comunità internazionale a promuovere pace, collaborazione e difesa dei diritti umani.

Mattarella commemora l'11 settembre: «Una macchia nella storia recente dell'umanità»

A venticinque anni dagli eventi dell'11 settembre 2001, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riflette su uno dei momenti più tragici della storia recente, attraverso una dichiarazione ufficiale che ricorda le vittime e rinnova l'appello contro il terrorismo e la guerra.

«Il ricordo doloroso degli attacchi dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti resta impresso nella memoria collettiva come una macchia nella storia recente dell'umanità», afferma Mattarella, definendo quella data «un giorno che ha profondamente ferito il senso di umanità».

Nel suo messaggio, il Presidente sottolinea come l'Italia continui a condividere il dolore causato dagli attacchi. «La Repubblica Italiana rinnova il suo profondo cordoglio per le vittime di quegli eventi tragici», scrive, ricordando come l'11 settembre abbia segnato un «punto di svolta nella storia contemporanea, aprendo la strada a nuovi drammi».

Un pensiero speciale è rivolto alla comunità italo-americana, duramente colpita dalla tragedia. «Anche la comunità italo-americana a New York e in altri luoghi ha pagato un pesante tributo di morte e sofferenza a causa di quella tragedia», osserva Mattarella.

Il Capo dello Stato rivolge poi un pensiero alle famiglie delle vittime e a chi prestò soccorso nei giorni successivi agli attacchi. «In questo anniversario, un pensiero commosso va ai familiari e a tutti coloro che persero ingiustamente la vita negli attacchi terroristici o a causa loro», afferma, ricordando anche «i soccorritori che si impegnarono senza sosta per salvare quante più vite possibili, operando in condizioni difficili».

Mattarella richiama quindi la reazione della comunità internazionale dopo l'attacco agli Stati Uniti. «La condanna unanime per quanto accaduto l'11 settembre 2001 ha stimolato una forte coesione della comunità internazionale contro il terrorismo in ogni sua forma», sottolinea.

Secondo il Presidente, dopo quella «aggressione ignobile e inaccettabile», l'appello alla tutela dei diritti fondamentali ha trovato «nell'Italia e nei partner europei una risposta ferma, immediata e corale».

Il messaggio assume però anche un significato rivolto al presente. Nel ricordare il passato, Mattarella mette in relazione quella esperienza con i conflitti e le tensioni che caratterizzano lo scenario internazionale di oggi. «Il valore della pacifica convivenza tra i popoli deve guidare le azioni odierne», dichiara, invitando a non cedere «alla logica della guerra che sembra prevalere in troppi contesti».

È proprio su questo punto che la commemorazione dell'11 settembre si trasforma in un richiamo politico e istituzionale più ampio. «Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, l'impegno dell'Italia contro il terrorismo rimane fermo», afferma Mattarella, ribadendo la necessità di difendere «la vita dei nostri cittadini e di ogni altra nazione, e i diritti inalienabili dei popoli».

La conclusione è affidata a un appello alla responsabilità collettiva e alla collaborazione tra gli Stati: «Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni».

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